STORIA DELLE PERCUSSIONI
Darabouka
Darabouka Req Zagat (cimbali) Duff
Darabouka
Strumento a percussione utilizzato nella musica classica, popolare e moderna
araba.
Il darbuka è uno strumento a percussione a forma di calice in terracotta, di
legno o di metallo. La pelle tesa che può essere di capra o di pesce, è
incollata sui bordi con piccoli fili intrecciati.
Il darbuka si può trovare in tutto il mondo arabo conosciuto con il nome di
tabla.
La darabouka è uno strumento musicale a percussione del gruppo dei membranofoni, utilizzato tradizionalmente in Nord Africa e in Asia centrale. Si ritrova anche nella musica popolare dei paesi dell'Europa orientale che hanno subito l'influenza dell'Impero Ottomano e nella musica tzigana.
Per Impero Ottomano si intende l'Impero fondato dai Turchi ottomani probabilmente già nel 1299 dai resti dell'ex Sultanato selgiuchide di Iconio (in Turco, Konya). Gli Ottomani prendevano il nome da Osman, fondatore di fatto della Dinastia Ottomana. Esso durò fino al 1923.
L'espansione dei Turchi ottomani fu rapida e inarrestabile: nel 1354 essi superarono lo stretto dei Dardanelli, nel 1361 conquistarono Adrianopoli , nel 1389, a seguito della battaglia detta Kosovo Polije, abbatterono il regno di Serbia e nel 1393 conquistarono il regno di Bulgaria, arrivando a minacciare l' Ungheria. Il re Ungherese Sigismondo di Lussemburgo tentò di fermarli ma fu sconfitto nella Battaglia di Nicopoli nel 1396.
L'avanzata degli Ottomani fu bloccata dall'emergere del grandeImpero di Tamerlano, che nel 1402 li sconfisse pesantemente ad Ankara, prendendo prigioniero lo stesso Sultano Bayazid I Yildirim (la Folgore). Alla morte del sovrano turco-mongolo tuttavia il suo impero si sfasciò e gli Ottomani poterono risorgere dopo un lungo periodo definito di "Interregno" e riprendere la loro avanzata sotto la guida del sultano Murad II che, nel 1444, a Varna sconfisse un'armata composta da Serbi, Polacchi e Ungheresi.
Nel 1453 sotto il sultano Mehmet II (Maometto II ), detto poi Fatih (Conquistatore), l'Impero Ottomano conquistò Costantinolpoli, facendo cadere definitivamente l' Impero Romano D'Oriente. Dopo questa conquista, Costantinopoli cambiò nome in Istambul e divenne la nuova capitale dell'impero, con la chiesa ortodossa di Santa Sofia trasformata in una moschea. Soltanto la resistenza degli Ungheresi nell' assedio di Belgrado del 1456 e quindi la prigionia in Francia e in Italia dello sfortunato principe Cem, fratello di Bayezid II, pose una pausa di circa 70 anni all'espansione verso i regni cristiani d'Europa.
L'espansione ottomana verso l'Europa raggiunse un'altra tappa con l'assedio dell'isola di Rodi e la sanguinosa conquista di Otranto nel 1480. Soltanto la morte di Maometto - seguita da un conflitto dinastico fra i due figli - permise di scacciare i turchi dalla città pugliese e di sottrarre Rodi all'accerchiamento.
In seguito gli Ottomani spostarono la loro attenzione a oriente, espandendo i loro domini in diverse regioni dell' Asia, del NordAfrica. Guidati da grandi sultani, come Selim I – che abbatté il Sultano Mamelucco di Siria ed Egitto e conquistò tutti i paesi arabi del Vicino Oriente
Con Solimano il Magnifico i turchi ritentarono la strada di un'espansione nei Balcani, gli Ottomani entrarono così nuovamente in contrasto con i regni europei per il predominio sul Mar Mediterraneo. Nel 1521 conquistarono Belgrado, nel 1522 Rodi, nel 1526 a Mohàcs sconfissero il re d' Ungreria e Boemia Luigi II Jagellone , che morì in combattimento. Nel 1529 assediarono anche Vienna, che però resistette. Cadde invece in mano turca la capitale ungherese di Buda (1541), dopo lungo e sanguinoso assedio.
Dopo la caduta delle maggiori città ungheresi in mano turca ( Belgrado , Pècs , Buda, ...), molti Stati Danubiani patteggiarono la sottomissione formale alla Porta (impegnandosi al pagamento di una tassa), in cambio di una pressoché completa libertà di azione. Così fecero, tra gli altri, la Repubblica di Ragusa , il Montenegro , la Transilvania (erede dell'indipendenza Ungherese ), la Moldavia e la Valacchia.
Considerando tutti i posti toccati dall'espansione dell'impero Ottomano possiamo valutare anche l'espansione della conoscenza della Darbouka strumento usato sia per allietare le normali serate di festa della popolazione sia come strumento di incitazione alla battaglia che era unito al Kaval e al Mizmar.
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Kaval Con il nome di "Kaval" vengono definiti molti modelli di flauto mediorientale. Il tipico Kaval Bulgaro diffuso nella Tracia, con un suono particolarmente dolce, ad imboccatura dritta, permette di eseguire anche melodie tecnicamente difficili. Esistono anche tanti fiati turchi ad ancia singola chiamati Kaval. Oggi il Kaval è abbastanza diffuso, viene costruito in varie tonalità ed ha un’estensione di due ottave.
Mizmar Strumento a fiato d’origine egiziano-turca che si può apparentare a un oboe comune. Costruito interamente in canna sottile, dall’intonazione sempre diversa; in Egitto ne esistono 3 tipi, ognuno ha una lunghezza e un registro differente. Il più piccolo "sîbs", il più grande "telf" e il "chalabîya" o "mizmar sa'idi" di taglia media. I suonatori di mizmar in Alto Egitto nominati comunemente "zummarin" suonano generalmente in tre sostenuti ritmicamente dal "tabla baladi" specie di gran cassa a doppia pelle, che dà spesso il suo nome a questa specie di formazione.
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Lo strumento è costituito da un corpo globulare di terracotta sostenuto da un alto piede e aperto sul fondo, con una larga apertura chiusa da una pelle animale (di pesce o di capra). La versione moderna è costruita in alluminio, con membrana in fibre sintetiche. Può anche essere costruito in legno.
Il nome deriva dalla radice araba derb, che significa "battere"ed ha numerose viarianti nei diversi paesi (doumbek, darbuka, darabuka, e ancora tarambuke e forme simili nei Balcani, toumbeleki in Grecia, dumbelek in Turchia, tabla in Palestina, tarija in Marocco tombak in Persia e Zirbaghali in Afganistan).
La versione persiana (che prende il nome di zarb) ha una forma più rettangolare e con un'imboccatura più ampia.
A seconda di come viene suonato può produrre suoni bassi (dum), al centro della membrana, o più netti (tek), sui margini.
La caratteristica della musica araba è la melodia, ovvero il canto che può
viaggiare liberamente senza sottostare a rigide regole armoniche e servendosi di
molte più note rispetto a quelle disponibili nella cosiddetta musica
occidentale.
Non preoccupandosi di dover mescolare insieme strumenti e voci secondo melodie
diverse, gli arabi danno massima libertà all'artista, offrendo una grande
varietà di intonazioni.
I ritmi della musica araba si possono suddividere in
Ritmi a 2/4
Il ritmo Maqsoum, è uno dei più utilizzati in
egitto, ha due variazioni,
una lenta e una normale.
Il ritmo Ayoub, è a 2/4 sempile e rapido utilizzato per accelerare una
performance, generalmente serve per accentuare un altro ritmo visto che è un
po' monotono.
Ritmi a 4/4
Il ritmo Malfouf, solitamente accompagna l'entrata in scena della danzatrice.
Il ritmo Fallahi, è il ritmo dei contadini che lavoravano nei campi, è un
ritmo molto veloce che viene eseguito con dei passi bilanciati dei fianchi.
Il ritmo baladi, che significa "mia terra"o "mio paese", è
il ritmo popolare viene rappresentato con i movimenti base della raqs sharqi, ma
più marcati e appesantiti, esistono molte variazioni del baladi e c'è chi
afferma che è una versione folkloristica del maqsoum.
Il ritmo Saidi, è un ritmo originario dell'alto Egitto e viene utilizzato per
la danza con il bastone.
Ritmi a 8/4
Il ritmo Ciftitelli, viene eseguito lentamente paragonabile al
baladi,
probabilmente è originario della Grecia o della Turchia.
Il ritmo Masmoudi, è un ritmo egiziano. Ci sono più varianti, come ad esempio
il Masmoudi Kebir (grande).
Il ritmo El Zaffa, egiziano è utilizzato nelle cerimonie per accompagnare gli
sposi.
( Ricerca estratta da diverse ricerche, enciclopedie tra cui anche Wikipedia enciclopedia libera )
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